la Prof di Ginnastica

Un grande problema che molti docenti hanno soprattutto alla scuola primaria è l’assenza di palestre per svolgere l’attività pratica. Molti colleghi mi scrivono di non avere neppure cortile o aree interne o esterne adibite all’educazione fisica.

In questo caso penso che l’attività più idonea che si possa sviluppare sia inerente il nucleo fondante “IL LINGUAGGIO DEL CORPO COME MODALITA’ COMUNICATIVO-ESPRESSIVA”.

E’ importante chiedere in base alle norme di sicurezza interne alla scuola se è possibile spostare i banchi, posizionando i banchi a ferro di cavallo. In questo modo si crea uno spazio libero al centro dell’aula in cui svolgere le attività di mimo- drammatizzazione ecc.

Innanzitutto si possono organizzare delle attività di movimento al banco nelle quali con un sottofondo musicale si effettuano esercizi di riscaldamento per l’arto superiore e inferiore, di rilassamento e respirazione.

Dopodiché se abbiamo spazio chiederemo ai bambini anche a piccoli gruppi di svolgere delle azioni al centro dell’aula.

Camminare con passi ampi, con passi piccoli e veloci…

Camminare come se si facesse finta di camminare in salita, in discesa.

Camminare per finta su un filo in equilibrio.

Camminare contro il vento forte, camminare con un ombrello sotto alla pioggia e al freddo.

Per tutte queste attività possiamo usare un sottofondo musicale. I compagni al banco osservano i compagni e possono compilare delle griglie di osservazione.

Si possono poi rappresentare altri varie situazioni sempre in modo individuale:

Il corpo diventa pesante, leggero, si trasforma in un oggetto (palla, piuma, ecc.), in fenomeni atmosferici (neve, pioggia, ecc.) in elementi (acqua, aria, terra, fuoco).

Attività a coppie che si può svolgere anche al banco. “Gioco dello specchio” I bambini possono riproporre a coppie “le emozioni” che troveranno sulle carte. Ogni coppia ha un mazzo di carte delle emozioni e i bambini a turno pescano una carte devono riprodurre l’emozione rappresentata dal compagno e indovinare di quale emozione si tratta.

In allegato anche un file con le carte da stampare far ritagliare e nel caso plastificare agli alunni.

Carte delle emozioni

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Possiamo poi procedere con un gioco a squadre: come “il gioco dei mimi”. Ogni squadra dovrà rappresentare delle azioni che le altre squadre dovranno indovinare. Le azioni vengono scritte sopra dei cartoncini (in allegato un file con alcune idee)

Mimare e indovinare

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Con queste attività stimoliamo i seguenti obiettivi:

• osservare e drammatizzare comportamenti sociali;

• esprimersi con il corpo;

• comunicare con modalità non verbali;

• lavorare in gruppo;

• fare attenzione al contributo originale e personale degli altri;

• gestire i conflitti;

• riconoscere gli effetti benefici dell’umorismo

I giochi di drammatizzazione abituano i bambini a prestare attenzione ai comportamenti propri e altrui e al linguaggio del corpo. Inoltre possono svolgere funzioni cognitive e di riflessione perspicue quando la situazione drammatica simula un problema da risolvere, per esempio di tipo relazionale, come un litigio o un conflitto. L’intervento dell’adulto, che dice che è bene non litigare, è scarsamente efficace, mentre simulare una situazione problematica o un conflitto e metterlo in scena è una rappresentazione simbolica e una duplicazione del reale che facilita la rielaborazione e il distacco da quella situazione e permette di trovare altre soluzioni attraverso un processo di ristrutturazione emotiva e cognitiva.

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